Il 31 dicembre 1944 Felice Galliano morì nel campo satellite di Porta Westfalica, nel campo di Lerbeck/Neesen.
Felice Galliano nacque il 26 settembre 1908 a Buia, nella provincia italiana di Udine. Era sposato con Marie Doubry. Dal 26 novembre 1941 era registrato presso la polizia di Ratisbona come straniero. Da gennaio a maggio 1942 lavorò come operaio civile presso il panificio Josef Diermeier a Ratisbona. Si può quindi supporre che già dal novembre 1941 lavorasse presso un’altra azienda.
Successivamente lavorò ad Hannover presso la Sichel-Werke, insieme ad altri lavoratori coatti francesi che lo seguirono anche ad Amburgo. A partire dal settembre 1942 visse ad Amburgo e fu impiegato presso il “Gemeinschaftswerk Versorgungsring Hamburg”, presumibilmente ancora una volta in un panificio. Per altre persone presenti nelle liste del «Gemeinschaftswerk», di cui sono disponibili informazioni sui luoghi di impiego, risulta che fossero impiegate nel settore della panificazione ad Amburgo.
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Dai documenti del «Versorgungsring Hamburg» risalenti al periodo successivo al 1945 emerge che Felice Galliano figurava tra i lavoratori coatti francesi. Su un certificato di morte rilasciato dall’ufficio anagrafe di Neuengamme il 19 maggio 1946 è indicato «Parigi» come luogo di residenza. Nei documenti del campo di concentramento di Neuengamme del 31 dicembre 1944 è invece menzionata «Udine». Qualunque fosse la sua effettiva situazione in quel momento, Felice Galliano viveva in Germania come lavoratore migrante e qui veniva impiegato nei lavori forzati.
Durante il periodo nazista, la “Gemeinschaftswerk-Versorgungsring Hamburg GmbH” era l’unità regionale di gestione e distribuzione in cui era stata incorporata l’associazione di consumatori amburghese “Produktion” – un tempo democratica e organizzata in forma cooperativa – nel corso del processo di allineamento e ristrutturazione attuato dal regime nazista. A partire dal 1941, l’intero patrimonio fu trasferito al Fronte Tedesco del Lavoro (DAF). Dalle precedenti cooperative nacquero società controllate regionali del Gemeinschaftswerk del DAF (GW), di nuova costituzione.
Il «Versorgungsring» (nazista) gestiva una rete regionale di punti vendita, magazzini centrali, panetterie e macellerie per l’approvvigionamento della popolazione di Amburgo. Oltre alla popolazione civile, riforniva in misura considerevole anche grandi consumatori come la Wehrmacht, le fabbriche di armamenti e i campi di lavoro forzato. Inoltre, i lavoratori coatti e i detenuti del campo di concentramento satellite di Spaldingstraße venivano impiegati nelle aziende dolciarie e produttive della Großeinkaufs-Gesellschaft deutscher Konsumvereine (GEG) o del Gemeinschaftswerk. Tra queste figurava anche la fabbrica di marzapane in Soninstraße, ad Amburgo-Hammerbrook.
Fino al 20 ottobre 1944 Felice Galliano visse nel campo di lavoro coatto “Petersen” in Poolstraße 21/22, che aveva sede in un ex ristorante di C. Petersen. Dall’archivio anagrafico risulta che in quella data la sua registrazione presso la polizia fu cancellata. Ciò suggerisce che in quel periodo sia stato trasferito al campo di concentramento di Neuengamme e successivamente trasportato al campo satellite di Lerbeck/Neesen. Non è stato possibile trovare alcuna informazione sul motivo della sua detenzione.
Nella zona di Porta Westfalica esistevano in totale tre campi satellite. Il loro scopo principale era quello di ospitare i prigionieri che dovevano essere impiegati nella produzione di armamenti prevista. A tal fine, si intendeva allestire impianti di produzione all’interno di un sistema di gallerie in arenaria già esistente, in disuso dal 1927. La produzione prevista nelle gallerie, tuttavia, non fu mai avviata.
In totale, nei campi satellite della zona di Porta Westfalica erano detenuti circa 3.000 uomini e donne: nel campo satellite di Barkhausen c’erano tra i 1.150 e i 1.500 prigionieri, nel campo di Lerbeck circa 500 uomini e nel campo femminile di Hausberge circa 1.000 donne.
Il prigioniero austriaco Hermann Langbein, come Felice Galliano, arrivò a Lerbeck dal campo di concentramento di Neuengamme. Scrisse: «Attraversiamo paesaggi che sembrano crateri lunari. Ovunque ci sono persone che lavorano in divisa da prigionieri, tutta la Germania è un campo di concentramento».
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I trasporti raggiungevano solitamente la regione in treno e si fermavano alla stazione di Porta Westfalica, nel quartiere di Barkhausen. Da lì i prigionieri dovevano marciare a piedi fino ai rispettivi campi.
Langbein riferì così sulla situazione nel campo: «Nel campo di Lerbeck ci sono 500 prigionieri. Lavorano in una fabbrica dove si riparano motori aeronautici… Il più delle volte non ci sono pezzi di ricambio per le riparazioni, la rete dei trasporti tedesca è completamente collassata».
Secondo le testimonianze disponibili, il 1° ottobre 1944 circa 500 prigionieri furono trasferiti dal campo di concentramento di Neuengamme a Lerbeck. Poiché Felice Galliano giunse presumibilmente al campo di concentramento di Neuengamme solo dopo tale data, è possibile che abbiano avuto luogo ulteriori trasporti, di minore entità, da Neuengamme a Porta Westfalica.
Il campo satellite di Lerbeck fu allestito a partire dal settembre 1944. L’area dell’allora fabbrica di calcestruzzo Weber fu requisita per l’allestimento di un’officina di riparazione in prima linea per i motori aeronautici BMW. L’officina di riparazione fu trasferita da Utrecht a Lerbeck. I prigionieri erano alloggiati di fronte alla fabbrica di calcestruzzo, nelle ex baracche della Reichswehr situate nel territorio comunale di Neesen.
Il 1° aprile 1945 il campo satellite di Lerbeck fu sgomberato. Con diversi trasporti, i prigionieri passarono per i campi satellite di Schandelah, Fallersleben e Helmstedt-Beendorf per raggiungere il campo di raccolta di Wöbbelin, dove arrivarono a metà aprile. Il 2 maggio 1945 furono liberati in quel luogo.
Felice Galliano non fece in tempo a vivere la liberazione. Morì il 31 dicembre 1944 nel campo satellite di Lerbeck/Neesen.